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Il giovane fu immediatamente raggiunto all'università.
Ancor prima che potesse avvertire il padre avvocato, la polizia accertò che nel suo mazzo di chiavi c'era quella del monolocale di Gisella Maffei in via Gabriele D'Annunzio.
Orazio Oltoio ammise subito di essere stato con lei la sera in cui Gisella era morta, confessò il consumo di cocaina che Gisella nascondeva nella pipa di Tommaso e fu arrestato.
Qualche giorno dopo il commissario Marciano seduto davanti alla sua scrivania, armeggiando con inusuale scarsa decisione sulla tastiera del computer, scrisse un'email.
E la concluse così: "La prego di gradire questa volta, Egregio Signor Avvocato, i miei più cordiali e ovviamente distinti saluti".
Quando venne il momento di cliccare sull'icona "invia", tuttavia, il commissario si alzò di scatto come se fosse in preda ad un raptus. Chiuse la posta elettronica, e lanciò nel cestino con un gesto violento il notes contenente appunti e deduzioni su quel caso.
Un forte sentimento aveva d'un colpo pervarso la sua coscienza: una ragazza morta e due giovani finiti in grossi guai.Tre vite in fumo.
Ci sono partite nella vita che non hanno né vincitori né vinti.
Anche i poliziotti, sotto la divisa, hanno un'anima.